COSA È LA DISERGOLAZIONE EMOTIVA?
APPROCCI PSICODINAMICI ALLA DISREGOLAZIONE EMOTIVA
Pubblicato il 10.03.2025, a cura di Chiara Zanotelli e Tarcisio Sartori
Nell’ambito degli studi psicodinamici, l’interesse per la disregolazione emotiva è radicato in una tradizione di ricerca che affonda le proprie origini nella prima psicoanalisi. Le difficoltà emotive venivano inizialmente concepite come l’esito di conflitti intrapsichici e di relazioni oggettuali interiorizzate, in cui l’energia affettiva non trovava adeguato spazio di elaborazione simbolica (Taylor et al., 1991).
Nel tempo, con l’evolversi delle teorie della relazione d’oggetto e l’emergere di concetti come la mentalizzazione, si è delineato un approccio sempre più specifico allo studio di quelle dinamiche che ostacolano la regolazione dei vissuti affettivi (Fonagy & Bateman, 2006). A partire dagli anni Novanta, in particolare, l’approfondimento del tema dell’alessitimia ha contribuito a concettualizzare in termini clinici le difficoltà di identificazione, descrizione e gestione degli stati emotivi (Taylor et al., 1991).
Parallelamente, l’interesse crescente verso il Disturbo Borderline di Personalità ha portato a focalizzare l’attenzione sulla disregolazione emotiva come nucleo psicopatologico centrale, favorendo lo sviluppo di approcci terapeutici specificamente dedicati alla comprensione e al trattamento di tali difficoltà (Bateman & Fonagy, 2004; Clarkin et al., 2007).
Le prospettive contemporanee, come la Mentalization-Based Treatment (MBT) (Bateman & Fonagy, 2004) e la Transference-Focused Psychotherapy (TFP) (Clarkin et al., 2007; Yeomans et al., 2013), enfatizzano il ruolo dei processi di mentalizzazione, della relazione terapeutica e del transfert nel promuovere un’integrazione più adattiva degli affetti. Attraverso questi modelli, la disregolazione emotiva viene riletta come una difficoltà nell’attribuire significati e nel modulare i propri stati interni, in gran parte derivante da esperienze relazionali precoci disfunzionali o da legami di attaccamento insicuri (Fonagy & Bateman, 2006).
Di seguito, verranno esaminati i principali contributi offerti dagli approcci psicodinamici alla disregolazione emotiva, evidenziando in che modo essi affrontino i deficit di mentalizzazione, la scissione degli affetti e la carenza di simbolizzazione come fattori centrali dell’alterata regolazione delle emozioni.
Conclusioni
In sintesi, gli approcci psicodinamici alla disregolazione emotiva condividono l’idea che le difficoltà nella gestione degli affetti e nelle relazioni interpersonali abbiano radici profonde, legate a configurazioni relazionali interiorizzate e a carenze nei processi di mentalizzazione o simbolizzazione.
La Mentalization-Based Treatment (MBT) e la Transference-Focused Psychotherapy (TFP) rappresentano due modelli clinici di comprovata efficacia che traducono questi presupposti teorici in interventi terapeutici mirati. Entrambi sottolineano l’importanza di ricostruire, all’interno del rapporto terapeutico, le dinamiche emotive e relazionali che ostacolano la capacità di regolare gli affetti, fornendo un contesto sicuro e strutturato per favorire l’integrazione degli stati emotivi.
Bibliografia
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